RICORDANDO NICODEMO

Scritto il 10 agosto 2017·News

Chissà quanti di noi, cristiani e non, ricordano Nicodemo, personaggio chiave di un famoso colloquio avuto con Gesù e riportato fra gli altri in Gv. 3,1-8. Se poi ci chiedessimo quale messaggio potrebbe offrire la sua personalità alla nostra vita spirituale, probabilmente risponderemmo che, fra i tanti problemi che agitano la nostra esistenza quotidiana, domande di questo tipo andrebbero forse archiviate del tutto, soprattutto in questi giorni dominati dal caldo intenso e dalla voglia di vacanze.

Intanto c’è da dire che il dialogo tra Gesù e Nicodemo si spinge fino a toccare le cime più alte del Cristianesimo, quelle di una straordinaria bellezza naturale. Inoltre esso, assume anche particolare valore umano, riveste carattere di attualità, lo possiamo considerare quasi l’espressione più intensa della nostra identità di cristiani

Fariseo colto, membro del Sinedrio, Nicodemo si recherà di notte dal Maestro, spinto da una positiva tensione interiore.
-Rabbì- esclamerà, infatti, rivolgendosi a Gesù, – sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui. Gli rispose Gesù: -in verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio – Gli rispose Nicodemo: – Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?- Rispose Gesù: – in verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato da carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è Spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito (Gv 3,1-8).

Emergono quasi subito le qualità dell’uomo: schietto, sincero, umile nel riconoscere la divinità del Cristo. Sembra, infatti aver compreso che il Maestro non cerca fama, successo, potere, i suoi miracoli sono indirizzati a ridare spessore e dignità all’uomo interiore.
Ed è possibile che anche lui, maestro in Israele e dotto uomo di legge, avesse bisogno di ritrovare la dimensione dell’essere. La notte fa da scenario all’incontro. Nel silenzio notturno si ascoltano meglio le ragioni del cuore.
E’ probabile che ognuno di noi, anche oggi, a distanza di tanti secoli, si possa riconoscere in questo uomo che sembra desideroso di trovare risposte che vadano oltre i rigidi schemi della sua vita.

All’affermazione di Nicodemo: – Sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti, può compiere questi segno che tu compi, se Dio non è con lui – segue quella di Gesù: – In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto non può vedere il regno di Dio-

E all’interrogativo dell’interlocutore:
– Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?-, il Maestro risponderà enunciando non una definizione dottrinale, ma facendo riferimento ad una ESPERIENZA di rinascita, che riguarda tutti ed è possibile ad ogni uomo.
-In verità, in verità io ti dico- dichiarerà Gesù – se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è Spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto.

Con queste parole di risposta a Nicodemo, mi sembra che venga annunciata la Misericordia di Dio e gli strumenti che ci permettono di sperimentarla: l’acqua e lo Spirito.
Infatti, come non c’è nulla di più concreto dell’amore che quando ci coinvolge, lo rendiamo visibile nella quotidianità delle premure, delle attenzioni, dei gesti generosi verso l’altro, così Dio esprime il suo amore per noi con i doni dell’acqua e dello Spirito per rialzarci dalle nostre infinite cadute e per attuare, attraverso di noi, progetti di pace e di condivisione.

L’acqua ci riporta a quella del nostro Battesimo, simbolo di purificazione dai peccati e di rinnovata amicizia con Dio e con i fratelli. Mediante l’azione dello Spirito Santo, si vive l’esperienza del perdono, si avverte il sentimento della compassione, si compie il bene verso tutti, soprattutto nei confronti dei più diseredati. Sempre, in ogni momento della nostra vita, possiamo ricorrere a questa fonte inesauribile di acqua e Spirito.
Quella notte Nicodemo la incontrò e la sua vita fu avvolta dalla luce.

Questo intenso dialogo di Gesù con Nicodemo delinea anche la centralità dello Spirito Santo nell’esperienza di vita del cristiano. Si dirà, infatti, a proposito dello Spirito: – Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito-
Il cristianesimo, allora, è fondamentalmente un’avventura dello Spirito e il suo carattere peculiare è la bellezza. Verifichiamo, infatti, che chi è guidato dallo Spirito realizza sempre novità di vita, di impegno solidale, di rinnovata comunicazione fraterna.

Tante le voci, invece, che etichettano il cristianesimo, lo rinchiudono negli angusti confini dottrinali.
Ma Gesù a Nicodemo ha rivelato che il cuore pulsante del suo messaggio è nel vivere la bellezza di un viaggio con Lui, crocifisso, morto e risorto per liberarci dalle nostre schiavitù e donarci lo slancio vitale e la speranza.

La via da seguire è l’ascolto della Parola di Dio. E’ lei la fonte inesauribile di acqua e di Spirito che ci riavvicina alla preghiera, alla vita sacramentale e fraterna. Ci fa sentire amati e perdonati da Dio, in grado di compiere un cammino con l’aiuto, appunto, del suo Santo Spirito, così da poter combattere ogni giorno l’astuzia del mondo.

Caro Nicodemo, è passato davvero tanto tempo da quando hai desiderato di incontrarti con Gesù. Ma il tempo non ha cancellato il tuo ricordo, né l’intensità e la dolcezza del dialogo con il Maestro.

Non conosco il calore dei tuoi occhi, ma so che un’onda viva li attraversa. Quasi ti vedo mentre, nella notte della tua vita, come ombra furtiva, avanzi per incontrarti con il Signore al cui cuore desideri accostarti.

Forse ti porti dietro pene, dubbi, incoerenze, interrogativi, contraddizioni, probabilmente angosce e delusioni, ma anche speranze e desideri di rinnovamento, proprio come noi, oggi, che viviamo in questa società violenta e indifferente.
Ma tu hai trovato il coraggio di andare, di cercare, di iniziare un cammino.

Probabilmente eri pronto a mettere in discussione l’universo delle tue certezze di colto fariseo. Sei uscito <>, hai incontrato Gesù, pronto a donarti tesori della sua Misericordia: acqua e Spirito.
Grazie perché, pur così lontano nel tempo, ma così vicino con il cuore, ci ricordi che il primo passo verso Cristo spetta a noi.
Ci insegni ad uscire, infatti, dalle nostre piccole vite, dai nostri angusti orizzonti, a conoscere innanzitutto come è fatto il nostro, il mio io interiore per poi intraprendere l’avventura del rinascere dall’alto con Cristo Gesù, nostro Signore, che ci dona il perdono dei peccati e la pace.

Susy Serretiello, catechista

Discussione di "RICORDANDO NICODEMO"

  1. Manuela

    Davvero molto interessante la figura di Nicodemo. La sua personalità mostra una vivacità interiore in grado di superare i limiti interiori e sociali. In effetti, il commento al dialogo tra Gesù e Nicodemo mette in risalto molti argomenti centrali per il cristianesimo. Tra i tanti, l’etichettamento in “angusti confini dottrinali” che faceva parte di me,finché non ho seguito i miei catechisti,che mi hanno spiegato che Gesù è amore. Tutto il resto è un contorno che non ha rilevanza. Per questo,si legge in questo scritto, l’Esperienza di amore può far rinascere in ogni momento.

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